Asprol Sicilia "dall'albero alla buona tavola" - Olio extra vergine di Oliva
Allo stato attuale i fitofagi potenzialmente dannosi all’olivo assommano ad alcune centinaia di specie: Insetti, Acari, Batteri e Funghi. Tuttavia solo una minoranza di esse è realmente dannosa, mentre la stragrande maggioranza è indifferente o utile.
Qui di seguito vengono descritti i principali parassiti.

Bactrocera oleae (mosca dell’olivo)

parassiti1 copia copiaE’ un dittero lungo 4-5 mm che compie in un anno da 4 a 6 generazioni. La femmina depone circa 20-30 uova al giorno nel periodo settembre –ottobre. Prima di deporre le uova, la femmina pratica con l’ovopositore delle punture trasversali, chiamate punture sterili; successivamente pratica delle punture accompagnate dalla deposizione dell’uovo (punture fertili).





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Dall’uovo dopo circa 15 giorni schiudono le larvette che cominciano a nutrirsi della polpa scavando una galleria tortuosa che diventa sempre più grande con il crescere della larva.Dopo altri 15 giorni la larva matura si trasforma in pupa e poi in adulto.






DANNI:
sono notevoli ed imputabili alle punture di ovideposizione ed alle gallerie praticate dalle larve nella polpa. L’olio estratto da olive attaccate, si presenta con elevata acidità, odore sgradevole e di scarsa qualità. DIFESA: la difesa integrata è basata sull’impiego di trappole al feromone e sull’utilizzo di esche proteiche avvelenate. Le trappole vanno posizionate da luglio alla fine di ottobre effettuando settimanalmente il monitoraggio delle popolazioni; in questo modo si può fare una stima della presenza della mosca e permettere di individuare l’epoca di massima intensità di popolazione. Al superamento della soglia d’intervento (15% di punture fertili su un campione di 100 olive) si potrà intervenire con formulati chimici curativi. In corso di studi sperimentali è l’impiego di insetti utili per la lotta alla mosca, ed in particolare l’azione di un ectofago specifico chiamato Opius concolor che parassitizza le larve. Lotta chimica, ottimi risultati si hanno utilizzando prodotti il cui principio attivo più efficace è il Dimetoato.

Prays oleae

parassiti3Si tratta di una farfallina detta tignola, che compie tre generazioni all’anno:
  • Antofaga
  • Carpofaga
  • Fillofaga

Gli adulti in primavera si accoppiano e depongono le uova sui grappoli fiorali. Dopo circa una settimana nascono le larvette che avvolgono i fiori con fili sericei e vi penetrano provocandone la distruzione. Queste larvette sfarfallano alla fine di maggio e si hanno gli adulti che depongono le uova sui frutticini. Per tutto il mese di giugno si schiudono le uova e le larve che fuoriescono attraversano la polpa del frutto e si portano dentro il nocciolo dove cominciano a rodere la mandorla. Le larve mature a settembre-ottobre fuoriescono dal peduncolo delle olive e le fanno cascolare. Una volta uscite queste larve si nascondono tra le foglie o nel terreno e si trasformano in adulti. Questa è la terza generazione, le femmine depongono le uova sulle foglie e quando nascono le larvettine entrano nelle foglie scavando gallerie tortuose e filiformi.
DANNI: interessano principalmente la generazione che si svolge a carico dei frutti.
DIFESA: per la difesa integrata si consiglia di installare delle trappole al feromone a partire dal mese di maggio.
Tra gli antagonisti naturali é da ricordare l’imenottero Encirtide Ageniaspis fuscicollis.
Lotta chimica, è sufficiente un intervento con prodotti a base di Dimetoato, Fenitrotion oppure Meditation.

Saissetia oleae

parassiti4E’ la Cocciniglia mezzo grano di pepe, così chiamata perché ha l’aspetto simile ad un mezzo grano di pepe.E’ caratterizzata dalla presenza sullo scudetto di una H.




 

La femmina inizia a deporre le uova in marzo ed in un periodo di 2 mesi ne può deporre oltre 2000. Le uova rimangono protette sotto lo scudetto per un periodo d’incubazione che varia da 10 a 90 giorni a seconda della temperatura. La cocciniglia compie in genere una sola generazione all’anno.
DANNI: sono imputabili alla sottrazione di linfa ed alla abbondante emissione di melata sulla quale si sviluppa la fumaggine.
DIFESA: si basa su criteri di lotta agronomica ed in particolare una razionale potatura volta ad arieggiare la chioma. In caso di forte infestazione si potrà intervenire con olio minerale bianco.
Antagonisti naturali: Exochomus quadripustulatus (coccinellide) e Scutellista canea (Imenottero).

Palpìta unionalis

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Detta anche Margaronia o Piralide dell’Ulivo, è una farfalla di colore bianco che nei nostri ambienti compie 4-5 generazioni all’anno.
Le femmine depongono fino a 600 uova sulla pagina inferiore delle foglie e le dispongono come tegole di un tetto.

Le larve sono di colore verde intenso e lunghe fino a 20 mm, rosicchiano le foglie dei germogli giovani e li avvolgono di fili sericei.
DANNI: sono a carico della vegetazione e dei frutti e si verificano a partire del mese di aprile e fino a tutto dicembre.
DIFESA: si basa su criteri agronomici quali l’eliminazione dei polloni solo a fine periodo vegetativo. La difesa integrata prevede la possibilità di utilizzare nei giovani impianti ed in presenza di forti infestazioni il Bacillus Thuringiensis, effettuando almeno due interventi distanziati di 6 giorni. In natura le larve della piralide vengono controllate da diversi parassitoidi ma in particolare dall’imenottero Apanteles che può parassitizzare il 50% delle larve.

 

Otiorrhynchus cribricollis

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L’Oziorrinco è un piccolo coleottero di colore bruno-nero. Durante il giorno resta immobile fingendosi morto e nascosto nelle cavità del terreno in prossimità del colletto delle piante; mentre svolge la sua attività durante le ore notturne. 


DANNI:
l’Oziorrinco si porta sulle chiome per rodere gli apici vegetativi dei teneri germogli e delle foglie, cominciando dai margini che in questo modo si presentano con dei caratteristici mordicchiamenti. Oltre all’ulivo, attacca gli agrumi, la vite, il pesco ed il mandorlo.
DIFESA: si basa sull’utilizzo di sostanze collanti insetticide da applicare su una superficie intermedia alla base del tronco oppure con l’applicazione di una striscia di feltro avvolta attorno al tronco al fine di evitare le risalite notturne.

 

Phloetribus scarabeiodes

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Il Fleotribo è un piccolo coleottero che compie 3-4 generazioni all’anno. In primavera gli adulti sfarfallati dalla legna della potatura si portano sui giovani rametti e scavano delle gallerie di alimentazione a cominciare dalle gemme ascellari.  

Poi si accoppiano e nei rami più deperiti cominciano a scavare delle gallerie di riproduzione nelle quali le femmine depongono le uova. Da queste nascono le larve che a loro volta si portano nei giovani rametti e si alimentano del legno scavando altre gallerie. Divenute mature, a loro volta, si portano nei giovani rametti, dove si nutriranno del legno e della.
DANNI: Un attacco condotto sui giovani rami ne causa la morte, mentre un attacco su rami deperiti può provocare la morte dell’intera pianta.
DIFESA: si basa su criteri agronomici ed in particolare nel lasciare sotto la pianta i rami di risulta della potatura. Tali rami fungono da esca ed alla fine di aprile vengono raccolti e bruciati, prima che gli adulti possano sfarfallare.

Spyloceae oleagina

parassiti9

E’ nota con il nome di Occhio di Pavone, ed è così chiamata per le caratteristiche macchie che determina sulle foglie.
E’ un fungo particolarmente virulento durante inverni miti e piovosi.




DANNI: consistono nella caduta delle foglie che può causare l’intero deperimento della pianta con conseguente riduzione della produzione. La malattia si manifesta con maggiore aggressività in settembre-ottobre ed in febbraio-marzo.
DIFESA: si basa su interventi con sali di rame da effettuarsi da novembre a marzo in presenza di foglie infette ed in condizioni climatiche predisponenti.

Pseudomonas savastanoi

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Si tratta di una batteriosi che provoca la formazione di escrescenze o tubercoli su quasi tutti gli organi epigei della pianta e soprattutto sui rami.
E’ chiamata Rogna o Tubercolosi dell’ulivo;




ll batterio penetra attraverso le ferite che si formano sui tessuti vegetali in seguito ad interventi agronomici (operazione di potatura) o ad eventi atmosferici (grandine, vento). All’interno dei tessuti sotto-epidermici il batterio stimola la formazione di masse tumorali.
DANNI: consistono nel disseccamento dei rami colpiti, caduta delle foglie e diminuzione della produzione.
DIFESA: è di tipo agronomico e consiste nell’asportare e bruciare i rami colpiti e nel disinfettare la superficie dei grossi tagli. Gli interventi chimici prevedono l’impiego di prodotti a base di rame.

Aprol Sicilia

etichetta
Olio extravergine di oliva, 100% italiano proviene dagli oliveti dei nostri soci. L’olio extravergine di oliva ASPROL è il frutto di una accurata selezione di olive delle varietà Biancolilla, Nocellara del Belice e Cerasuola, molite in impianti a ciclo continuo e a temperatura controllata. Il sapore varia dal delicato all’intenso, a seconda dell’olivaggio prescelto. È confezionato senza filtraggio e chiarificazione per conservarne intatte le fragranze e le proprietà organolettiche originarie.
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