Asprol Sicilia "dall'albero alla buona tavola" - Olio extra vergine di Oliva
L’olivo è una pianta che ben si è adattata alle condizioni climatiche dell’areale mediterraneo. Alquanto rustica non ha particolari esigenze pedo-climatiche; tuttavia, applicando alcune fondamentali tecniche colturali si ha la possibilità di trarre tutto il potenziale produttivo da questa generosa pianta.
Potatura: si effettua durante l’inverno o all’inizio della primavera.
Dove l’inverno è rigido, è conveniente effettuare questa operazione colturale in primavera allo scopo di consentire alla pianta una maggiore difesa dalle basse temperature. Durante il periodo estivo, a volte, si effettua per i giovani impianti, o nelle piante adulte per la soppressione dei rami sterili quali succhioni e polloni. Esiste, anche, un caso particolare di potatura di produzione in tarda primavera che serve a diradare i frutti in annate di carica (è il caso della “pettinatura”, fatta nella valle del Belice per le olive da mensa).
Tipi di potatura
Dopo la messa a dimora delle piante è possibile distinguere diversi tipi di potatura: di formazione o allevamento, di produzione, di riforma, di risanamento o ringiovanimento.

Potatura di formazione
Con questo tipo di potatura si conferisce alla pianta la forma desiderata durante la crescita. Il tipo di intervento dipende da vari fattori quali la cultivar, la fertilità del suolo, le condizioni climatiche, etc.. Le tendenze dell’olivicoltura moderna sono quelle di far crescere il più liberamente la pianta, soprattutto nei primi 2-3 anni, in modo che la vegetazione presente, tra l’altro abbastanza limitata, permetta alla pianta di irrobustirsi e di affrancarsi bene.
I tagli eccessivi, infatti, per effetto di un minor accumulo di riserve nutritive, rallentano la crescita della pianta (chioma-radici) e di conseguenza provocano un ritardo nell’entrata in produzione dell’impianto, specialmente in presenza di terreni di scarsa fertilità chimico-fisica.
Pertanto, bisogna limitare i tagli per ottenere la forma di allevamento prescelta e sopprimere quei rami sterili (polloni e succhioni) la cui presenza può turbare l’equilibrio della pianta.
Potatura di produzione
Essa comprende una serie di operazioni che servono a mantenere alta la capacità di fruttificazione delle piante; inoltre, con una adeguata potatura di produzione si stimola la pianta a formare rami fertili. Tagli eccessivi in cultivar vigorose e terreni fertili, portano la pianta a forti reazioni vegetative a scapito della produzione. Il grado di potatura, dunque, dovrà essere minore per gli olivi giovani rispetto a quelli vecchi. Nelle piante adulte, infatti, soprattutto se produttive e in annata di carica, l’entità della potatura dovrà essere superiore rispetto a quella di piante giovani, dove il ritmo di sviluppo naturale, di per sé, assicura il rinnovamento della chioma. Dunque, con questo intervento possiamo regolare la fruttificazione e lo sviluppo della pianta, e non solo; inoltre si interviene sullo sviluppo e la qualità dei frutti, tenendo presente che le drupe migliori (pezzatura, resa in olio e maggiore rapporto polpa-nocciolo) si trovano sui rami all’esterno della chioma, ben illuminati. Questo assume particolare significato nell’olivicoltura da mensa, dove si tende a frutti di elevato valore merceologico. Il concetto moderno mira all’essenzialità dell’intervento, superando concetti passati basati su tagli puntigliosi.
Essa comprende una serie di operazioni con lo scopo di:
  • mantenere l’equilibrio vegeto-produttivo;
  • stimolare la formazione di nuovi rametti fruttiferi;
  • esaltare la produzione quanti-qualitativa
  • mantenere la forma d’allevamento prescelta;
  • prevenzione fitosanitaria.
La potatura di produzione si attua attraverso le seguenti operazioni:
  • asportazione dei rami sterili o esauriti dalla produzione;
  • asportazione o accorciamento delle branche e dei rami;
  • sfoltimento di rami affastellati;
  • asportazione di succhioni e polloni;
  • asportazione di rami secchi o danneggiati da parassiti;
  • asportazione di rami posti in ombra e in verticale.
Si fa presente che l’olivo fruttifica sui rami di un anno (di 20-50 cm.) provvisti di una notevole quantità di gemme a fiore.
Potatura di riforma
Questo tipo di potatura si applica quando si vuole cambiare la forma di allevamento esistente. È molto semplice nelle piante giovani, data la forte reattività della specie a tagli anche energici.
Potatura di risanamento o ringiovanimento
Con tale termine, si indicano tutti gli interventi volti a ringiovanire la pianta o a rinnovare totalmente o parzialmente la chioma. Trova applicazione in piante danneggiate per varie cause nel tronco e nella chioma. Per esempio la capitozzatura, che consiste nel taglio delle branche principali all’altezza dell’inserzione sul tronco o poco più in alto a cui si fa ricorso per ringiovanire la chioma o per rinnovare parzialmente o totalmente la branca.
Concimazione: è una pratica agronomica che mira ad assicurare all’olivo quantità adeguate di elementi nutritivi (minerali o organici) indispensabili per l’ottenimento di un buon risultato vegeto-produttivo.
Per l’olivo rappresenta, inoltre, un mezzo importante, in combinazione ad altri fattori (potenzialità produttiva della pianta, fertilità del terreno, potature, ecc.), per attenuare il fenomeno dell’alternanza di produzione.
La concimazione però non può essere praticata a “caso”, ma deve tenere conto delle esigenze delle piante e dei terreni in cui si opera.
Quindi una corretta predisposizione di un piano di concimazione deve necessariamente prevedere la seguente metodologia:
  • analisi del terreno per determinare il grado di fertilità e valutare le riserve nutritive dello stesso;
  • analisi fogliare per valutare l'effettivo stato nutritivo delle piante.
Per quanto riguarda il tipo di concime da somministrare la scelta può ricadere sui concimi complessi, semplici ed organici.
Tuttavia, considerato che nella pratica comune non si fa ricorso a queste metodologie, da esperienze acquisite, sulla base della potenzialità vegeto-produttive delle piante e sulla base delle condizioni pedoclimatiche della zona, si possono ritenere validi i seguenti quantitativi di elementi nutritivi da somministrare in oliveti in piena produzione:

Dosi (kg/Ha)

Azoto (N)

Fosforo (P2O5)

Potassio(K2O)

oliveto in regime asciutto:

80-100

40-60

60-100

oliveto in regime irriguo:

100-160

50-80

90-160


Nel caso di oliveto condotto in regime irriguo le dosi da somministrare aumentano anche per effetto della maggiore produzione realizzata.
Per far fronte ai forti fabbisogni della pianta legati alla formazione della nuova vegetazione, dei fiori e dei frutti, la distribuzione dei concimi deve avvenire:
  • in regime asciutto a fine inverno (gennaio-febbraio) in un unico intervento;
  • in regime irriguo nei terreni tendenzialmente argillosi può essere effettuata a fine inverno (febbraio) prima della ripresa vegetativa in un unico intervento;
oppure nei terreni sciolti è consigliabile frazionare l'azoto e distribuirlo 2/3 a fine inverno e il restante 1/3 a giugno-luglio prima dell'indurimento del nocciolo.
Si ricorda, per i positivi effetti sulle caratteristiche chimico-fisiche del terreno, che l’olivo si avvantaggia anche di una buona disponibilità di sostanza organica e pertanto una somministrazione di letame di stalla anche ad anni alterni, in dose di 150-200 q.li/ha o di 20-40 q.li/ha della stessa sostanza organica essiccata messa in commercio da varie ditte commerciali, è senz’altro una buona pratica da consigliare.
Lavorazioni del terreno: Le lavorazioni del terreno olivetato hanno lo scopo di controllare le erbe infestanti, di ridurre le perdite idriche del terreno (specialmente nei terreni non irrigui) ed interrare i concimi previamente somministrati.
Con le lavorazioni, inoltre, si creano le condizioni fisiche ottimali per la penetrazione dell’acqua e la circolazione dell’aria nel terreno, fattori indispensabili per l’attività e lo sviluppo dell’apparato radicale.
Irrigazione: L'olivo è sempre stato considerato una pianta resistente alla siccità.
Indubbiamente questa sua resistenza non può essere messa in discussione, ma è altrettanto vero che l’olivo, come tutte le altre piante, si avvantaggia dell'irrigazione che consente un miglioramento delle rese e riduce il fenomeno dell'alternanza di produzione.
La stagione irrigua va da luglio a settembre, ma i periodi in cui la pianta manifesta le maggiori esigenze idriche sono:
  • dopo l'allegagione, in cui si ha una intensa attività di crescita delle drupe;
  • dopo l'indurimento del nocciolo, durante il quale avviene il maggiore incremento in peso delle olive.

Una situazione di stress idrico in questa fase comporta la formazione di frutti di ridotta pezzatura.
Gli apporti idrici stagionali variano da 1.500 a 10.000 mc/ha, in relazione alla piovosità annuale.
Difesa fitosanitaria: effettuata razionalmente è una pratica colturale necessaria per l'ottenimento di un prodotto (olive ed olio) sano e genuino.
La lotta chimica tradizionale (effettuata ad intervalli fissi o secondo un calendario prestabilito), a causa di un uso eccessivo e scorretto di fitofarmaci, è da sconsigliare in quanto spesso non si ha alcun effetto sui parassiti (non presenti al momento dell'intervento), si provoca la distruzione degli insetti utili, si rischia di lasciare residui sul prodotto e di aumentare inutilmente i costi di produzione.
Il controllo dei parassiti dannosi presenti nell'oliveto invece, si può ottenere più opportunamente con la cosidetta "difesa fitosanitaria integrata", che si avvale di mezzi agronomici, biologici, fisici e meccanici oltre che chimici.
I prodotti chimici vengono utilizzati soltanto quando la popolazione degli organismi dannosi è in quantità tale da temere un danno di entità superiore al costo del trattamento "soglia di intervento", utilizzando fitofarmaci selettivi, poco tossici e non eccessivamente persistenti.
Per una corretta applicazione della difesa integrata bisogna conoscere:
  • caratteristiche pedo-climatiche della zona;
  • biologia dei parassiti e dei fattori che ne regolano le popolazioni;
  • grado di dannosità dei diversi organismi;
  • metodologie di campionamento e di monitoraggio;
  • epoche di intervento;
  • spettro d'azione ed effetti collaterali dei fitofarmaci.
La difesa dell'olivo si basa principalmente sulla lotta dei seguenti parassiti: Mosca dell'olivo (Bactrocera oleae), Tignola dell'olivo (Prays oleae), Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae), Tignola verde dell'olivo (Palpita unionalis), Cotonello dell'olivo (Euphillura olivina), Oziorrinco (Otiorrhynchus cribricollis), Cantaride (Lytta vesicatoria), Occhio di pavone(Spilocaea oleagina), Tracheoverticillosi (Verticillium dahliae), Fumaggine e Rogna dell'olivo (Pseudomonas savastanoi).


Potatura:
si effettua durante l’inverno o all’inizio della primavera.
Dove l’inverno è rigido, è conveniente effettuare questa operazione colturale in primavera allo scopo di consentire alla pianta una maggiore difesa dalle basse temperature. Durante il periodo estivo, a volte, si effettua per i giovani impianti, o nelle piante adulte per la soppressione dei rami sterili quali succhioni e polloni. Esiste, anche, un caso particolare di potatura di produzione in tarda primavera che serve a diradare i frutti in annate di carica (è il caso della “pettinatura”, fatta nella valle del Belice per le olive da mensa).

Tipi di potatura
Dopo la messa a dimora delle piante è possibile distinguere diversi tipi di potatura: di formazione o allevamento, di produzione, di riforma, di risanamento o ringiovanimento.

Potatura di formazione
Con questo tipo di potatura si conferisce alla pianta la forma desiderata durante la crescita. Il tipo di intervento dipende da vari fattori quali la cultivar, la fertilità del suolo, le condizioni climatiche, etc.. Le tendenze dell’olivicoltura moderna sono quelle di far crescere il più liberamente la pianta, soprattutto nei primi 2-3 anni, in modo che la vegetazione presente, tra l’altro abbastanza limitata, permetta alla pianta di irrobustirsi e di affrancarsi bene.
I tagli eccessivi, infatti, per effetto di un minor accumulo di riserve nutritive, rallentano la crescita della pianta (chioma-radici) e di conseguenza provocano un ritardo nell’entrata in produzione dell’impianto, specialmente in presenza di terreni di scarsa fertilità chimico-fisica.
Pertanto, bisogna limitare i tagli per ottenere la forma di allevamento prescelta e sopprimere quei rami sterili (polloni e succhioni) la cui presenza può turbare l’equilibrio della pianta.

Potatura di produzione
Essa comprende una serie di operazioni che servono a mantenere alta la capacità di fruttificazione delle piante; inoltre, con una adeguata potatura di produzione si stimola la pianta a formare rami fertili. Tagli eccessivi in cultivar vigorose e terreni fertili, portano la pianta a forti reazioni vegetative a scapito della produzione. Il grado di potatura, dunque, dovrà essere minore per gli olivi giovani rispetto a quelli vecchi. Nelle piante adulte, infatti, soprattutto se produttive e in annata di carica, l’entità della potatura dovrà essere superiore rispetto a quella di piante giovani, dove il ritmo di sviluppo naturale, di per sé, assicura il rinnovamento della chioma. Dunque, con questo intervento possiamo regolare la fruttificazione e lo sviluppo della pianta, e non solo; inoltre si interviene sullo sviluppo e la qualità dei frutti, tenendo presente che le drupe migliori (pezzatura, resa in olio e maggiore rapporto polpa-nocciolo) si trovano sui rami all’esterno della chioma, ben illuminati. Questo assume particolare significato nell’olivicoltura da mensa, dove si tende a frutti di elevato valore merceologico. Il concetto moderno mira all’essenzialità dell’intervento, superando concetti passati basati su tagli puntigliosi.
Essa comprende una serie di operazioni con lo scopo di:

  • mantenere l’equilibrio vegeto-produttivo;
  • stimolare la formazione di nuovi rametti fruttiferi;
  • esaltare la produzione quanti-qualitativa
  • mantenere la forma d’allevamento prescelta;
  • prevenzione fitosanitaria.

La potatura di produzione si attua attraverso le seguenti operazioni:

  • asportazione dei rami sterili o esauriti dalla produzione;
  • asportazione o accorciamento delle branche e dei rami;
  • sfoltimento di rami affastellati;
  • asportazione di succhioni e polloni;
  • asportazione di rami secchi o danneggiati da parassiti;
  • asportazione di rami posti in ombra e in verticale.

Si fa presente che l’olivo fruttifica sui rami di un anno (di 20-50 cm.) provvisti di una notevole quantità di gemme a fiore.

Potatura di riforma
Questo tipo di potatura si applica quando si vuole cambiare la forma di allevamento esistente. È molto semplice nelle piante giovani, data la forte reattività della specie a tagli anche energici.

Potatura di risanamento o ringiovanimento
Con tale termine, si indicano tutti gli interventi volti a ringiovanire la pianta o a rinnovare totalmente o parzialmente la chioma. Trova applicazione in piante danneggiate per varie cause nel tronco e nella chioma. Per esempio la capitozzatura, che consiste nel taglio delle branche principali all’altezza dell’inserzione sul tronco o poco più in alto a cui si fa ricorso per ringiovanire la chioma o per rinnovare parzialmente o totalmente la branca.

Concimazione: è una pratica agronomica che mira ad assicurare all’olivo quantità adeguate di elementi nutritivi (minerali o organici) indispensabili per l’ottenimento di un buon risultato vegeto-produttivo.
Per l’olivo rappresenta, inoltre, un mezzo importante, in combinazione ad altri fattori (potenzialità produttiva della pianta, fertilità del terreno, potature, ecc.), per attenuare il fenomeno dell’alternanza di produzione.
La concimazione però non può essere praticata a “caso”, ma deve tenere conto delle esigenze delle piante e dei terreni in cui si opera.
Quindi una corretta predisposizione di un piano di concimazione deve necessariamente prevedere la seguente metodologia:

  • analisi del terreno per determinare il grado di fertilità e valutare le riserve nutritive dello stesso;
  • analisi fogliare per valutare l'effettivo stato nutritivo delle piante.

Per quanto riguarda il tipo di concime da somministrare la scelta può ricadere sui concimi complessi, semplici ed organici.
Tuttavia, considerato che nella pratica comune non si fa ricorso a queste metodologie, da esperienze acquisite, sulla base della potenzialità vegeto-produttive delle piante e sulla base delle condizioni pedoclimatiche della zona, si possono ritenere validi i seguenti quantitativi di elementi nutritivi da somministrare in oliveti in piena produzione:

Dosi (kg/Ha)

Azoto (N)

Fosforo (P2O5)

Potassio(K2O)

oliveto in regime asciutto:

80-100

40-60

60-100

oliveto in regime irriguo:

100-160

50-80

90-160

Nel caso di oliveto condotto in regime irriguo le dosi da somministrare aumentano anche per effetto della maggiore produzione realizzata.
Per far fronte ai forti fabbisogni della pianta legati alla formazione della nuova vegetazione, dei fiori e dei frutti, la distribuzione dei concimi deve avvenire:

  • in regime asciutto a fine inverno (gennaio-febbraio) in un unico intervento;
  • in regime irriguo nei terreni tendenzialmente argillosi può essere effettuata a fine inverno (febbraio) prima della ripresa vegetativa in un unico intervento;

oppure nei terreni sciolti è consigliabile frazionare l'azoto e distribuirlo 2/3 a fine inverno e il restante 1/3 a giugno-luglio prima dell'indurimento del nocciolo.
Si ricorda, per i positivi effetti sulle caratteristiche chimico-fisiche del terreno, che l’olivo si avvantaggia anche di una buona disponibilità di sostanza organica e pertanto una somministrazione di letame di stalla anche ad anni alterni, in dose di 150-200 q.li/ha o di 20-40 q.li/ha della stessa sostanza organica essiccata messa in commercio da varie ditte commerciali, è senz’altro una buona pratica da consigliare.

Lavorazioni del terreno: Le lavorazioni del terreno olivetato hanno lo scopo di controllare le erbe infestanti, di ridurre le perdite idriche del terreno (specialmente nei terreni non irrigui) ed interrare i concimi previamente somministrati.
Con le lavorazioni, inoltre, si creano le condizioni fisiche ottimali per la penetrazione dell’acqua e la circolazione dell’aria nel terreno, fattori indispensabili per l’attività e lo sviluppo dell’apparato radicale.

Irrigazione: L'olivo è sempre stato considerato una pianta resistente alla siccità.
Indubbiamente questa sua resistenza non può essere messa in discussione, ma è altrettanto vero che l’olivo, come tutte le altre piante, si avvantaggia dell'irrigazione che consente un miglioramento delle rese e riduce il fenomeno dell'alternanza di produzione.
La stagione irrigua va da luglio a settembre, ma i periodi in cui la pianta manifesta le maggiori esigenze idriche sono:

  • dopo l'allegagione, in cui si ha una intensa attività di crescita delle drupe;
  • dopo l'indurimento del nocciolo, durante il quale avviene il maggiore incremento in peso delle olive.


Una situazione di stress idrico in questa fase comporta la formazione di frutti di ridotta pezzatura.
Gli apporti idrici stagionali variano da 1.500 a 10.000 mc/ha, in relazione alla piovosità annuale.

Difesa fitosanitaria: effettuata razionalmente è una pratica colturale necessaria per l'ottenimento di un prodotto (olive ed olio) sano e genuino.
La lotta chimica tradizionale (effettuata ad intervalli fissi o secondo un calendario prestabilito), a causa di un uso eccessivo e scorretto di fitofarmaci, è da sconsigliare in quanto spesso non si ha alcun effetto sui parassiti (non presenti al momento dell'intervento), si provoca la distruzione degli insetti utili, si rischia di lasciare residui sul prodotto e di aumentare inutilmente i costi di produzione.
Il controllo dei parassiti dannosi presenti nell'oliveto invece, si può ottenere più opportunamente con la cosidetta "difesa fitosanitaria integrata", che si avvale di mezzi agronomici, biologici, fisici e meccanici oltre che chimici.
I prodotti chimici vengono utilizzati soltanto quando la popolazione degli organismi dannosi è in quantità tale da temere un danno di entità superiore al costo del trattamento "soglia di intervento", utilizzando fitofarmaci selettivi, poco tossici e non eccessivamente persistenti.
Per una corretta applicazione della difesa integrata bisogna conoscere:

  • caratteristiche pedo-climatiche della zona;
  • biologia dei parassiti e dei fattori che ne regolano le popolazioni;
  • grado di dannosità dei diversi organismi;
  • metodologie di campionamento e di monitoraggio;
  • epoche di intervento;
  • spettro d'azione ed effetti collaterali dei fitofarmaci.

La difesa dell'olivo si basa principalmente sulla lotta dei seguenti parassiti: Mosca dell'olivo (Bactrocera oleae), Tignola dell'olivo (Prays oleae), Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae), Tignola verde dell'olivo (Palpita unionalis), Cotonello dell'olivo (Euphillura olivina), Oziorrinco (Otiorrhynchus cribricollis), Cantaride (Lytta vesicatoria), Occhio di pavone(Spilocaea oleagina), Tracheoverticillosi (Verticillium dahliae), Fumaggine e Rogna dell'olivo (Pseudomonas savastanoi).

 

Aprol Sicilia

etichetta
Olio extravergine di oliva, 100% italiano proviene dagli oliveti dei nostri soci. L’olio extravergine di oliva ASPROL è il frutto di una accurata selezione di olive delle varietà Biancolilla, Nocellara del Belice e Cerasuola, molite in impianti a ciclo continuo e a temperatura controllata. Il sapore varia dal delicato all’intenso, a seconda dell’olivaggio prescelto. È confezionato senza filtraggio e chiarificazione per conservarne intatte le fragranze e le proprietà organolettiche originarie.
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