Asprol Sicilia "dall'albero alla buona tavola" - Olio extra vergine di Oliva
agrigento ulivo
Tra mito e storia La Sicilia, aspra e serena insieme, a cui la forma triangolare ha valso il nome di Trinacria, è la più vasta isola del Mediterraneo. “Poche isole sono state più favorite dalla natura!” così scrisse Wolfgang Goethe, visitando la Sicilia nel 1787, aggiungendo che l’Italia senza la Sicilia non lasciava immagine nello spirito, perché la Sicilia è la chiave di tutto. L’ulivo “albero eterno” è da sempre custode del paesaggio siciliano e spettatore muto delle molteplici civiltà che si sono avvicendate nell’isola. I miti raccontano che gli ulivi crescono con il tronco doppio in quanto ciò costituisce un premio divino alla devozione di due umili sposi che lodarono l’albero quando un dio scese dall’Olimpo e li interrogò sulle loro condizioni di vita. Essi dissero: “ Con l’ulivo abbiamo quanto ci serve: l’ombra per l’estate, la legna per l’inverno, i frutti per nutrirci, l’olio per condire i cibi e per fare luce”. Sempre in tema mitologico, fu sotto il regno di Cecrope che si svolse la mitica contesa tra Athena e Poseidone per il predominio sulla città. I due stabilirono che essa sarebbe toccata a chi di loro avesse fatto il dono più utile agli ateniesi. Poseidone, colpendo con il suo tridente il suolo, creò il cavallo più potente e rapido mai esistito, in grado di vincere qualunque battaglia; Atena, percotendo la roccia con la sua lancia, fece nascere dalla terra il primo albero di olivo, dal cui frutto si sarebbe ottenuto: luce nella notte, sollievo per i feriti nella preparazione di balsami e unguenti e nutrimento per il popolo. Zeus premiò l'invenzione pacifica di Atena che così diede nome e protezione eterne ad Atene. L’Olea europea sativa, volgarmente chiamata "olivo", è un albero dal tronco nodoso e carico di rughe, tracce della sua origine risalgono a 6000 anni a.C. ed interessano l'area del Mediterraneo orientale, più precisamente i rilievi a sud del Caucaso (nella zona compresa tra il Pamir ed il Turkestan), ad ovest dell'Altopiano iranico, nella Siria e nella Palestina. La sua diffusione si sarebbe in seguito estesa in Egitto e più tardi nelle isole di Cipro, Rodi, Creta e nei territori della Magna Grecia, segnando lo sviluppo delle maggiori civiltà del bacino mediterraneo di cui diventerà il simbolo. Da queste terre di origine la coltura per opera dei Fenici e dei Greci approdò in Sicilia. Qui la presenza dell’ulivo fa da sempre parte della memoria del meraviglioso paesaggio naturale e coincide con l’areale della macchia mediterranea, che le è naturalmente congeniale, vegetando rigogliosamente grazie a straordinarie condizioni microclimatiche naturali. Nel suo millenario tragitto attorno al "Mare nostrum", l'olio venne introdotto in Italia dai primi navigatori fenici e greci. In realtà furono in seguito arabi e romani, grazie all'intensificarsi del traffico marittimo, a diffonderne diremo quasi ... "a macchia d'olio" ... la coltivazione. Le tracce più antiche finora affiorate sull'olivicoltura in Etruria risalirebbero al VII sec. a.C., descrivendo ben 15 "cultivar" di questa pianta, che già all'epoca rappresentava la base di importanti attività economiche e commerciali. Nel Museo dell’olivo di Haifa, vicino ad Israele, si conservano piccoli mortai e presse, a testimonianza di una produzione olearia presente nel V millennio a.C. A Creta sono state ritrovate gigantesche anfore, pithoi, dove si conservava l’olio.

Aprol Sicilia

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Olio extravergine di oliva, 100% italiano proviene dagli oliveti dei nostri soci. L’olio extravergine di oliva ASPROL è il frutto di una accurata selezione di olive delle varietà Biancolilla, Nocellara del Belice e Cerasuola, molite in impianti a ciclo continuo e a temperatura controllata. Il sapore varia dal delicato all’intenso, a seconda dell’olivaggio prescelto. È confezionato senza filtraggio e chiarificazione per conservarne intatte le fragranze e le proprietà organolettiche originarie.
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