BREVI CENNI STORICI DELL’OLIVO E NOTE SALUTISTICHE DELL’OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA SICILIANO

Le origini dell’albero di olivo, dei suoi frutti e dell’olio sono antichissime, in quanto l’albero sarebbe comparso nel VI millennio A.C., e i suoi frutti e l’olio, hanno avuto un ruolo importante nella nutrizione, nella medicina, nella vita delle varie civiltà succedutesi dalla Minoica alla Micenea a quella Ateniese a quella Latina, nell’arte e nella letteratura.

Comparso in Italia nell’età del bronzo, a partire dal XVII secolo A.C. ha stabilito con noi, durante la civiltà Etrusca, l’Impero Romano, e attraverso tutto il Medioevo ed il Rinascimento un misterioso legame perché la storia di questa pianta è la nostra storia, la sua forma è una forma umana, forte, resistente, tenace, ricca di frutti ma anche ferita, sofferente e commovente.

L’olio extravergine di oliva, da sempre considerato a metà strada fra alimento e medicinale, si sta rivelando in seguito alle conferme di numerose e recenti indagini scientifiche, importante per gli aspetti salutistici. E’ noto infatti che, grazie ai suoi numerosi componenti, protegge la mucosa gastrica, previene la formazione di calcoli biliari, produce una minore attivita’ secretiva del pancreas, facilita l’assorbimento delle vitamine liposolubili, riduce il rischio di alcune malattie autoimmuni, e di tumori del seno e del colon-retto, previene l’aterosclerosi e le malattie degenerative in generale.

Essendo un elemento basilare della dieta mediterranea è, per i suddetti motivi, considerato un nutriente funzionale e nutraceutico, il miglior regalo che possiamo offrire al nostro organismo per godere di una buona salute e renderci, con gli alimenti, la vita gustosa e piacevole.

Tra mito e storia

La Sicilia, aspra e serena insieme, a cui la forma triangolare ha valso il nome di Trinacria, è la più vasta isola del Mediterraneo.

“Poche isole sono state più favorite dalla natura!” così scrisse Wolfgang Goethe, visitando la Sicilia nel 1787, aggiungendo che l’Italia senza la Sicilia non lasciava immagine nello spirito, perché la Sicilia è la chiave di tutto.

L’ulivo “albero eterno” è da sempre custode del paesaggio siciliano e spettatore muto delle molteplici civiltà che si sono avvicendate nell’isola.

I miti raccontano che gli ulivi crescono con il tronco doppio in quanto ciò costituisce un premio divino alla devozione di due umili sposi che lodarono l’albero quando un dio scese dall’Olimpo e li interrogò sulle loro condizioni di vita.

Essi dissero: “ Con l’ulivo abbiamo quanto ci serve: l’ombra per l’estate, la legna per l’inverno, i frutti per nutrirci, l’olio per condire i cibi e per fare luce”.

Sempre in tema mitologico, fu sotto il regno di Cecrope che si svolse la mitica contesa tra Athena e Poseidone per il predominio sulla città.

I due stabilirono che essa sarebbe toccata a chi di loro avesse fatto il dono più utile agli ateniesi.

Poseidone, colpendo con il suo tridente il suolo, creò il cavallo più potente e rapido mai esistito, in grado di vincere qualunque battaglia; Atena, percotendo la roccia con la sua lancia, fece nascere dalla terra il primo albero di olivo, dal cui frutto si sarebbe ottenuto: luce nella notte, sollievo per i feriti nella preparazione di balsami e unguenti e nutrimento per il popolo.

Zeus premiò l’invenzione pacifica di Atena che così diede nome e protezione eterne ad Atene.

La sua diffusione si sarebbe in seguito estesa in Egitto e più tardi nelle isole di Cipro, Rodi, Creta e nei territori della Magna Grecia, segnando lo sviluppo delle maggiori civiltà del bacino mediterraneo di cui diventerà il simbolo.

Da queste terre di origine la coltura per opera dei Fenici e dei Greci approdò in Sicilia.

Qui la presenza dell’ulivo fa da sempre parte della memoria del meraviglioso paesaggio naturale e coincide con l’areale della macchia mediterranea, che le è naturalmente congeniale, vegetando rigogliosamente grazie a straordinarie condizioni microclimatiche naturali.

L’Olea europea sativa, volgarmente chiamata “olivo”, è un albero dal tronco nodoso e carico di rughe, tracce della sua origine risalgono a 6000 anni a.C. ed interessano l’area del Mediterraneo orientale, più precisamente i rilievi a sud del Caucaso (nella zona compresa tra il Pamir ed il Turkestan), ad ovest dell’Altopiano iranico, nella Siria e nella Palestina.

Nel suo millenario tragitto attorno al “Mare nostrum”, l’olio venne introdotto in Italia dai primi navigatori fenici e greci. In realtà furono in seguito arabi e romani, grazie all’intensificarsi del traffico marittimo, a diffonderne diremo quasi … “a macchia d’olio” … la coltivazione.

Le tracce più antiche finora affiorate sull’olivicoltura in Etruria risalirebbero al VII sec. a.C., descrivendo ben 15 “cultivar” di questa pianta, che già all’epoca rappresentava la base di importanti attività economiche e commerciali.

 

Nel Museo dell’olivo di Haifa, vicino ad Israele, si conservano piccoli mortai e presse, a testimonianza di una produzione olearia presente nel V millennio a.C. A Creta sono state ritrovate gigantesche anfore, pithoi, dove si conservava l’olio.